Torino – Locatelli* (Prc-Se): anche se non entriamo in Consiglio Comunale la strada da percorre è quella intrapresa: l’unitarietà di tutte le forze di cambiamento

Sapevamo benissimo di una campagna elettorale improba a fronte di meccanismi elettorali distorcenti. Meccanismi che riducono drasticamente lo spazio per un voto di rappresentanza a favore del cosiddetto voto utile che utile non è. L’abbiamo affrontata come meglio si poteva fare, coalizzando tutte le forze di sinistra disponibili attorno a una candidatura a sindaco di una figura di grande prestigio come quella di Angelo d’Orsi. Ancora una volta non possiamo che rivolgere ad Angelo un vivo ringraziamento per essersi speso con grande dedizione e competenza. La sua è stata una candidatura che, al di là dell’oscuramento mediatico, ha raccolto apprezzamenti a non finire. Così come tanti apprezzamenti sono stati espressi all’unitarietà delle forze sociali e politiche che abbiamo ostinatamente perseguito. Anche se non entriamo in Consiglio Comunale (dovremmo entrare invece in diversi Consigli Circoscrizionali), pur ottenendo un risultato elettorale significativo, rimane valida la strada intrapresa riguardo a qualsiasi progetto di cambiamento. Una strada impervia che va perseguita contrastando i processi di frammentazione sociale e politica, le espressioni narcisistiche e autoreferenziali che fanno unicamente il gioco degli avversari. Ma detto ciò, ancor prima del problema della rappresentanza istituzionale, quello che abbiamo come sinistra è un problema di ricostruzione di proposta e di rappresentanza sociale nei luoghi di lavoro, di studio, nei quartieri in maniera tale da ridare una speranza di cambiamento ai molti che l’hanno persa per lo stato di abbandono, di precarietà, di disagio sociale in cui sono costretti a vivere. Oltre il 50% dell’elettorato torinese, un dato macroscopico, non è andato a votare non intravedendo alternative. E quando queste alternative vengono messe in campo, come abbiamo cercato di fare, entra in azione il sistema oliato della disinformazione mainstream. In ogni caso da qui bisogna ripartire facendo tesoro della campagna fatta, di una campagna straordinaria che abbiamo condotto guardando non solo ai risultati immediati ma alla prospettiva. Facendo altresì mente locale dei tanti limiti che la sinistra è chiamata a superare. Ancora grazie alle compagne e ai compagni che si sono spesi per questa campagna. La lotta per un società migliore continua.

Sportelli sociali: nessuno sia solo

Anche a Torino e in Piemonte siamo in piena emergenza sanitaria. Nell’impossibilità di tenere materialmente aperti gli sportelli sociali che operano da anni presso la “Casa del Popolo La Poderosa” di Torino l’associazione La Poderosa Servizi, Rifondazione Comunista e il periodico Lavoro e Salute hanno deciso di mettere in rete gli sportelli sociali e i contatti ( mail: poderosaservizi@gmail.com – cell. 3453568126 ) per accedere ai servizi di informazione e di consulenza forniti dagli stessi. Gli sportelli, supportati da un pool di professionisti, medici, psicologi, avvocati, mediatori culturali, lungi dal sostituirsi ai canali istituzionali preposti a rispondere a tutta una serie di bisogni sociali, intendono offrire, per quanto di propria competenza, servizi gratuiti di informazione e di prossimità sociale.

La Poderosa Servizi Rifondazione Comunista Lavoro e Salute

Casa del Popolo La Poderosa - TORINO

Tesseramento 2022

 

 

 

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Comunichiamo che la sede provinciale, a partire dal 6 aprile 2018, sarà aperta dal lunedì al venerdì, il pomeriggio, dalle ore 14,30 alle ore 18,30. Durante la settimana rimarranno invariati gli orari di apertura degli sportelli sociali (Caf, sportello migranti). Per ogni altra esigenza, informazioni o comunicazioni telefonare, sempre al pomeriggio, al numero 011 4817312 o direttamente ai compagni della segreteria.

Citazioni

„Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.“
Bertolt Brecht
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La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati» (Gramsci. Q 3, p. 311)

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"Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna mettersi tranquillamente all'opera ricominciando dall'inizio" (Antonio Gramsci, lettera al fratello Carlo del 12 settembre 1927)

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