Torino – Insensate le nuove denunce e misure cautelari a carico dei No Tav

Siamo alle solite, la Procura della Repubblica di Torino non rinuncia a perseguire i No Tav per fatti che vengono caricaturati sino all’inverosimile. A due anni di distanza dal corteo del Primo Maggio del 2019 trenta manifestanti No Tav sono stati denunciati e altri tredici sono stati colpiti da misure cautelari (un arresto domiciliare, tre divieti di dimora a Torino e nei Comuni della val Susa e nove obblighi di presentazione) per aver tentato di scavalcare il Pd e di connotare il corteo come NoTav.

Naturalmente, come da copione, nella ricostruzione dei fatti che ne sono seguiti (cariche di polizia, manganellate, tafferugli) tutto viene posto a carico dei manifestanti. Tra i colpiti da misure cautelari ricorre il nome di Dana Lauriola, l’attivista No Tav che sta scontando una incredibile condanna a due anni per aver partecipato a una manifestazione pacifica impugnando un megafono, accusata ancora una volta di aver preso parola col megafono in occasione del corteo del primo maggio. Questi provvedimenti vessatori, senza senso, non fermeranno la lotta NoTav. Il loro unico risultato è di motivare ancor più un lotta giusta. Avanti con la lotta NoTav. Ezio Locatelli segretario provinciale Prc-Se di Torino

Nessun profitto sulla pandemia, Rifondazione Comunista aderisce e promuove la raccolta firme europea

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