Piemonte – Locatelli*/Cilenti*: “la Regione prima responsabile della situazione incresciosa negli ospedali. Oggi peggio di un anno fa”

Non c’è spiegazione, giustificazione, rassicurazione del giorno dopo che tenga. Se la situazione negli ospedali è la stessa, se non peggiore di un anno fa, tutta la responsabilità è in capo alla Regione Piemonte che ha completamente e scientemente mancato di intervenire per adeguare il sistema sanitario pubblico. Una situazione incresciosa che denunciamo da tempo sulla base delle segnalazioni che ci pervengono da pazienti e dal personale sanitario. Una situazione che è il risultato di un anno di inettitudine e di chiacchiere a vuoto, di mancati interventi di potenziamento delle strutture sanitarie ed ospedaliera

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Diecimila morti da Covid in Piemonte dopo un anno di inettitudine. Basta privatizzazioni, rilanciare il sistema sanitario pubblico

Potrebbe essere un'immagine raffigurante in piedi e spazio al chiuso
A fronte dei diecimila morti in una anno per Covid in Piemonte risparmiateci le lacrime di coccodrillo. Questa ecatombe oltre che dolore suscita indignazione. Allo stato attuale la situazione di pericolo sanitario è più o meno la stessa di un anno fa non tanto e non solo per la virulenza del virus ma per la sequela di inettitudini e inadempienze. Tra queste una perdurante carenza di personale sanitario (le poche assunzioni sono state fatte tutte con contratti precari), mancato potenziamento della medicina territoriale, mancato adeguamento

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Torino – Insensate le nuove denunce e misure cautelari a carico dei No Tav

Siamo alle solite, la Procura della Repubblica di Torino non rinuncia a perseguire i No Tav per fatti che vengono caricaturati sino all’inverosimile. A due anni di distanza dal corteo del Primo Maggio del 2019 trenta manifestanti No Tav sono stati denunciati e altri tredici sono stati colpiti da misure cautelari (un arresto domiciliare, tre divieti di dimora a Torino e nei Comuni della val Susa e nove obblighi di presentazione) per aver tentato di scavalcare il Pd e di connotare il corteo come NoTav.

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Locatelli (Prc-Se): Cirio basta parole frivole. Anche in Piemonte “l’è tutto da rifare”

Basta parole frivole che non fanno i conti con la realtà sanitaria e sociale drammatica e con le proprie pesanti responsabilità. Il presidente della regione Piemonte, a proposito del lockdown che scatterà nelle prossime ore a livello regionale, dice: "una sospensione che vogliamo breve, per essere pronti a ripartire come prima senza doverci più fermare". Ovviamente la fermata riguarda il tempo di vita dei cittadini non certo il tempo che uno è costretto a trascorrere sul posto di lavoro a proprio rischio e pericolo.  Sempre qualche mese fa il presidente di regione parlava di "ritorno a una nuova normalità". E' proprio questo il punto. La vostra normalità fatta di tagli di personale sanitario, di trasporti stracolmi, di classi pollaio, di mancati controlli sui posti di lavoro, di mancate misure di prevenzione sanitaria ha avuto l’effetto di ingigantire la seconda ondata di pandemia. Una ricaduta che in buona parte poteva e doveva essere evitata. Adesso per favore ci si risparmi di parlare a vanvera di ritorno alla normalità. Come diceva a suo tempo Gino Bartali "Gli è tutto sbagliato… l’è tutto da rifare".    

Torino – I diritti fondamentali rovesciati dei negazionisti e dei professori del lassez faire

Difesa dei diritti fondamentali, opposizione all’autoritarismo emergenziale? Certo che sì, altra cosa è andare in piazza, come ieri ha fatto il professor Ugo Mattei a Torino, a lisciare il pelo a negazionisti di ogni risma che dicono che i morti di Bergamo sono una invenzione, che il Covid è solo un raffreddore, che i vaccini o le mascherine sono un attacco alle libertà democratiche. Scemenze che negano la realtà del contagio e di un modello di sviluppo tossico, scemenze che fanno il paio con certe uscite di idolatri dell’idea della crescita a qualsiasi costo che si sono frapposti a qualsiasi misura preventiva contribuendo così a innescare una vera e propria strage di migliaia di persone.

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Torino – Locatelli* (Prc-Se): le forze antiliberiste, di sinistra di alternativa mettano in campo un progetto unitario per le amministrative. Basta con le boutade né di destra né di sinistra

Se deve essere portato avanti un processo unitario riguardo la prossima scadenza elettorale, come noi siamo convinti si debba fare, questo non può che essere all’insegna di una scelta di campo e di un approccio volto a gestire le diversità con spirito democratico. Chi pensa di costruire liste mettendo insieme tutto e il contrario di tutto, liquidando la contrapposizione tra destra e sinistra (che non è solo topografia politica ma crucialità della lotta contro lo sfruttamento e le disuguaglianze sociali) sbaglia per l’ennesima volta. Sbaglia chi, dopo aver votato M5S, peraltro dopo aver avuto esperienze amministrative col Pd, declassifica il problema di questi anni a una sorta di tradimento della Sindaca Appendino ( Ugo Mattei:“ha tradito 48 ore dopo essere arrivata al governo” ) e non al fallimento di un progetto politico.

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Torino – Basta divisioni. Per le prossime amministrative in corso d’opera una aggregazione larga, di cambiamento al sistema Torino

C’è bisogno di una aggregazione larga rivolta a tutte le forze alternative, non di divisioni, preclusioni, protagonismi personali di chi non sa andare oltre la propria esistenza, la dimensione di piccola nicchia. Per questo qualche settimana fa, in previsione delle prossime amministrative di Torino, abbiamo lanciato la proposta di una coalizione unitaria di tutte quelle forze politiche e di movimento che in questi anni si sono battute contro la supremazia del privato sul pubblico, le esclusioni sociali, le grandi opere speculative, il disconoscimento dei diritti e della dignità del lavoro, la distruzione dell’ambiente.

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Mobilitazione nazionale contro Mario Draghi, il superman al servizio della finanza e dei padroni. Sabato 6 febbraio, ore 14,30, presidio a Porta Palazzo, a Torino

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Sabato 6 febbraio ore 14,30, Rifondazione Comunista terrà un presidio a Porta Palazzo (angolo Via Milano), a Torino per manifestare la propria netta contrarietà alla decisione di affidare a Mario Draghi, ex presidente della Bce, il compito di costituire il nuovo governo italiano. Eguali presidi si terranno in tutte le maggiori città italiane.

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