Niente Gigafactory, un altro colpo all’industria torinese

Stellantis ha deciso, la sua terza fabbrica di batterie in Europa si realizzerà a Termoli: augurando ai lavoratori di Termoli di poterci lavorare (non sarebbe la prima volta che Fiat/FCA promette, prende i soldi pubblici e poi mette da parte gli impegni) non possiamo che evidenziare che questa scelta conferma ed aggrava le prospettive per le fabbriche torinesi.
La speranza che la Gigafactory costituisse un rilancio per Torino è stata azzerata brutalmente, ma questa decisione segue e continua un processo di ridimensionamento delle attività di Fiat /Fca, oggi Stellantis, dalle nostri parti e nel nostro Paese. Non ci si può nascondere che le scelte complessive del gruppo hanno portato a produrre a Torino un numero di vetture del tutto marginale e questo è il nodo, certo aggravato da questa ultima decisione. I 14 anni di cassa dei dipendenti di Mirafiori spiegano meglio delle analisi economiche le strategie del gruppo.

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Flash mob davanti all’Unione industriale di Torino

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Mercoledì 23 giugno alle ore 10,30, in Via Fanti 17, Torino davanti alla sede dell’Unione Industriale, nell’ambito delle iniziative nazionali contro lo sblocco dei licenziamenti si terrà un flash mob per protestare contro la volontà di andare alla completa rimozione di uno dei principi cardine della nostra Costituzione, il principio che attiene alla tutela del lavoro. Lavoro sempre più malpagato, sottoposto a forme intollerabili di sfruttamento, di precarietà e di insicurezza. Forme insostenibili che insistono sul contenimento del costo del lavoro per occultare politiche industriali volte esclusivamente a massimizzare i profitti privati. Lo sblocco dei licenziamenti non può che aggravare ulteriormente una situazione di vulnerabilità e di ricattabilità della forza lavoro, situazione tanto più grave per le sempre più frequenti forme di violenza padronale rivolte contro lavoratrici e lavoratori in lotta.
Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista

Locatelli* (Prc-Se): dolore e indignazione per l’uccisione di Adil. Basta uccisioni sui luoghi di lavoro. Protestiamo in tutta Italia

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Non più solo forza lavoro da sfruttare fino al midollo ma carne da macello. Questa è sempre più la sorte riservata ai lavoratori tanto più se osano alzare la testa, rivendicare dignità e diritti. Stamattina è toccato ad Adil Belakhdim, coordinatore del Sicobas di Novara nel corso di una manifestazione dei lavoratori nell’area logistica di Biandrate, a pochi chilometri da Novara. Le prime agenzie di stampa parlano di incidente. In realtà, secondo le testimonianze dirette dei lavoratori, Adil è stato ucciso. Il camion, dopo aver forzato il presidio, ha investito e trascinato il corpo il sindacalista fino ad ucciderlo. Altri due lavoratori sono stati feriti dopo di che il camionista ha proseguito la sua corsa in autostrada

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NO AL RECOVERY PLAN PER I PROFITTI. PRIMA IL LAVORO, IL PUBBLICO, LE PERSONE

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A Torino giovedì 3 giugno presidio-conferenza stampa ore 11 davanti all’Ospedale Molinette, ingresso principale
Nell’ambito della campagna nazionale di Rifondazione Comunista per dire no alle politiche neoliberiste del governo, in difesa dell’occupazione, dei salari, dei redditi e per la ricostruzione del pubblico, a cominciare dalla sanità pubblica, giovedì 3 giugno, dalle ore 10 alle 12 si terrà un presidio davanti all’Ospedale Molinette con conferenza stampa alle ore 11 a cui interverrà Ezio Locatelli

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Locatelli* (Prc-Se): primarie del Pd, una debacle che cambia tutto. Costruire l’alternativa non stare al carro del partito degli affari

Le primarie del centrosinistra torinese per il candidato sindaco si sono risolte in una vera e propria debacle. I maggiorenti del Pd hanno pensato di mettere in campo una candidatura ultramoderata ben vista dal partito degli affari. Il risultato è sì l’affermazione di misura del candidato prescelto Stefano Lo Russo ma sulla base di una partecipazione al voto ridotta ai minimi termini. Ora, a giochi fatti, si può rimanere invischiati in una candidatura espressione di una élite di mestiere, una candidatura prona a quel partito degli affari composto da fazioni concorrenti (centrodestra e centrosinistra)

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Locatelli (Prc-Se): presidio in corso Brunelleschi. la dignità umana si rispetta, non si calpesta. Chiudere tutti i Cpr

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I Cpr, vere e proprie galere per migranti incolpevoli, vanno chiusi. Questo diremo stasera al presidio che si terrà davanti al Cpr di Torino, in Corso Brunelleschi. Non si può assistere passivamente allo strazio di vite umane che si consuma tra le mura invalicabili di Centri Permanente per i Rimpatri che assomigliano sempre più a dei veri e propri lager. Il trattamento crudele riservato a Musa Balde è emblematico di una ingiustizia assoluta, di un mondo capovolto.

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TORINO 2021 - DIRITTI IN COMUNE Progetti e proposte per una città sociale e più giusta

Appuntamento online  Giovedì 27 maggio, ore 18-20 presso la pagina facebook Sinistra in Comune-Torino

Interverranno:

- Angelo d'Orsi (candidato Sindaco di Torino)
- Luigi de Magistris (sindaco di Napoli)
- Maurizio Acerbo (Segetario Nazionale Prc-Se)
- Franco Turigliatto (Segreteria Sinistra Anticapitalista)
- Eleonora Artesio (Consigliera Comunale "Torino in Comune")
- Elisabetta Forni (già prof.ssa di Sociologia al Politecnico di Torino)
- Giulia Druetta (Avvocata che si occupa di tutela dei diritti nel lavoro su piattaforma)
introduce
Ezio Locatelli (Segretario Provinciale Rifondazione Comunista - Sinistra in Comune Torino)
coordina
Deborah Montalbano (Consigliera Comunale DemA - Sinistra in Comune Torino)

Musa Balde suicida presso l'ex CIE di corso Brunelleschi- No Cpr

Il 9 maggio scorso un ragazzo, Musa Balde, 23 anni, originario della Guinea, era stato aggredito a colpi di spranga da tre"onesti cittadini italiani", forse in nome di uno sgarbo ancora non chiarito. Lo avevano massacrato di botte ma, dopo il ricovero in ospedale e la denuncia in questura, era emersa l'irregolarità della sua presenza sul territorio nazionale ed era stato rinchiuso nel CPR (Centro Permanente per i Rimpatri), l'ex CIE, a Torino, in Corso Brunelleschi. L'aggredito in gabbia e gli aggressori con una semplice denuncia. Normale amministrazione. Perché sono quì? Domandava. "Quando mi fate uscire?" Ma Musa non ha retto e ieri notte si è impiccato con le lenzuola alle sbarre della propria cella. Li lo hanno trovato, morto. Ci saranno indagini? Intanto lui ha perso la vita, per aver incontrato 3 italiani razzisti e una legge che nulla ha a che fare con la giustizia.
Che dicono ora i "sinceri democratici"? Rifondazione dice : #NoCpr

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