Venerdì 2 dicembre con i lavoratori e le lavoratrici in lotta contro il carovita.

Rifondazione Comunsita aderisce allo sciopero generale proclamato dai sindacati di base contro guerra e carovita il 2 dicembre e alla manifestazione del 3 dicembre a Roma. A Torino manifestazione a Porta Nuova.

2 e 3 dicembre con i lavoratori e le lavoratrici in lotta contro la guerra e il carovita.

Il 2 dicembre tutte le sigle del sindacalismo di base hanno indetto uno sciopero nazionale per protestare contro le scelte del governo Meloni che, in continuità con Draghi, destina risorse del tutto insufficienti per alleviare gli effetti drammatici che l’inflazione e l’economia di guerra producono sui salari, sulle pensioni e sulle condizioni di vita dei ceti popolari.

Aumentano le spese militari, si favoriscono con regali fiscali evasori e autonomi, non si tassano seriamente gli extraprofitti mentre si taglia il reddito di cittadinanza, la scuola e la sanità pubbliche; la legge finanziaria di di questo governo è una dichiarazione di guerra contro i poveri, i precari, le donne.

Le rivendicazioni avanzate dai sindacati sono le stesse che anche noi sosteniamo da tempo per contrastare inflazione e perdita di potere d’acquisto: aumenti generalizzati dei salari e ripristino di un meccanismo di recupero automatico dell’inflazione; introduzione di un salario minimo legale; cancellazione degli aumenti delle bollette, calmieramento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Si potrebbe fare prendendo le risorse da: tassa completa di tutti gli extraprofitti, riduzione delle spese militari, lotta vera all’evasione fiscale, tassazione delle grandi ricchezze.

Il giorno dopo, sabato tre dicembre le sigle dei maggiori sindacati di base, tra cui USB, Sicobas, Cub e Sgb, con lo slogan “Giù le armi, su i salari” terranno a Roma una manifestazione nazionale contro la guerra e il carovita, con gli stessi obiettivi dello sciopero del giorno precedente.

Rifondazione Comunista sostiene queste due giornate di lotta ritenendole un momento importante per la ripresa di una nuova grande stagione di lotte in tutto il paese, unica via per contrastare le politiche neoliberiste dell’austerità contro i lavoratori e i ceti popolari e riaprire la strada al cambiamento.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Le foto della manifestazione a Torino >

Sportelli sociali: nessuno sia solo

Anche a Torino e in Piemonte siamo in piena emergenza sanitaria. Nell’impossibilità di tenere materialmente aperti gli sportelli sociali che operano da anni presso la “Casa del Popolo La Poderosa” di Torino l’associazione La Poderosa Servizi, Rifondazione Comunista e il periodico Lavoro e Salute hanno deciso di mettere in rete gli sportelli sociali e i contatti ( mail: poderosaservizi@gmail.com – cell. 3453568126 ) per accedere ai servizi di informazione e di consulenza forniti dagli stessi. Gli sportelli, supportati da un pool di professionisti, medici, psicologi, avvocati, mediatori culturali, lungi dal sostituirsi ai canali istituzionali preposti a rispondere a tutta una serie di bisogni sociali, intendono offrire, per quanto di propria competenza, servizi gratuiti di informazione e di prossimità sociale.

La Poderosa Servizi Rifondazione Comunista Lavoro e Salute

Casa del Popolo La Poderosa - TORINO

Tesseramento 2022

 

 

 

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Comunichiamo che la sede provinciale, a partire dal 6 aprile 2018, sarà aperta dal lunedì al venerdì, il pomeriggio, dalle ore 14,30 alle ore 18,30. Durante la settimana rimarranno invariati gli orari di apertura degli sportelli sociali (Caf, sportello migranti). Per ogni altra esigenza, informazioni o comunicazioni telefonare, sempre al pomeriggio, al numero 011 4817312 o direttamente ai compagni della segreteria.

Citazioni

„Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.“
Bertolt Brecht
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La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati» (Gramsci. Q 3, p. 311)

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"Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna mettersi tranquillamente all'opera ricominciando dall'inizio" (Antonio Gramsci, lettera al fratello Carlo del 12 settembre 1927)

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