Locatelli (Prc-Se): una infamia il regime di semilibertà ai colpevoli della strage della Thyssen

“Sono padroni, non possono e non debbono andare in galera. Una decisione infame”. Così commenta Ezio Locatelli la decisione delle autorità tedesche di non applicare la condanna comminata in Italia ai due “manager” tedeschi colpevoli del rogo alla ThyssenKrupp di Torino di 13 anni fa, uno delle peggiori stragi sul lavoro avvenute in Italia.

 

I due manager, a distanza di tanti anni dal rogo, non sono mai stati arrestati nonostante la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che li aveva condannati al massimo della pena per omicidio colposo, nonostante il mandato di cattura internazionale. A loro adesso è stata concessa la semilibertà senza mai aver passato un’ora in cella. I due “manager” colpevoli della uccisione dolosa di sette giovani operai potranno dunque continuare a lavorare al quartiere generale del Thyssen di Duisburg, come hanno fatto in questi anni. “La semilibertà ai due “manager” indigna e offende tutta la città non solo i familiari delle vittime. A nome di Rifondazione Comunista – continua Locatelli - esprimo tutta la solidarietà e la vicinanza ai familiari degli operai uccisi e la piena disponibilità a qualsiasi iniziativa di protesta e di mobilitazione contro la linea di condotta ignobile assunta dalle autorità tedesche. Piena disponibilità a qualsiasi iniziativa rivolta alla piena applicazione della sentenza di condanna per la terribile strage della Thyssen”.

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