Maxi processo Tav, Ferrero testimone: lacrimogeni su centinaia persone

Il 27 giugno 2011 in Valsusa c’è stato «un assedio medievale. C’e’ stata una gasatura di qualche centinaio di persone senza possibilita’ di risolvere la situazione». Lo ha dichiarato Paolo Ferrero, intervenuto come teste della difesa al maxi processo a 53 No Tav per i fatti dell’estate 2011 in Valsusa. «Ho partecipato spesso a manifestazioni “complicate” – ha aggiunto Ferrero – ma in quel caso per la prima volta chi era sul posto non aveva la possibilita’ di arrendersi.

Non c’erano vie di fuga e margini di trattativa per trovare elementi di compromesso che permettessero di abbassare il livello di scontro. Persino a Genova si riusci’ a trattare di piu’ a un certo punto rispetto a quel giorno in Valle”. Ferrero ha ricordato di aver chiamato piu’ volte il prefetto e «gli ho spiegato che c’erano lacrimogeni ovunque, anche nei boschi, ma il mio e il suo punto di osservazione in quel momento erano significativamente diversi. Le informazioni che avevo io dentro non coincidevano con quello che sapeva lui fuori per cui non si trovavano punti di contatto».

«Era praticamente impossibile respirare, tutti fuggivano, c’era gente che si sentiva male». E la gente aveva «paura, paura che produce da un lato la fuga e dall’altro la resistenza. L’oggetto principale dell’azione delel forze dell’ordine non fu il ripristino dell’ordine pubblico ma la repressione di chi era li’».

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